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La via del marmo di Milano, l’antica strada d’acqua per il Duomo

Questo articolo contiene:

Storia della via del marmo di Milano

La via del marmo ovvero il percorso che il marmo seguiva attraverso vie d’acqua naturali ed artificiali fino al Duomo di Milano. Infatti una cattedrale di queste proporzioni, nel bel mezzo di un “deserto” come quello della pianura Padana, fu possibile riducendo radicalmente le spese di trasporto della materia prima.

Il Marmo dopo essere cavato nella cava Veneranda Fabbrica, ubicata a monte delle frazione di Candoglia del Comune di Mergozzo, veniva trasportato attraverso i corsi d’acqua come il Toce fino all’imbocco del naviglio grande. La via del marmo di Milano di sviluppa per 100 km compiendo un dislivello di 34 metri.

I blocchi venivano trainati dai buoi dalla cava fino alla banchina di carico sul fiume Toce e trasportati così attraverso le vie d’acqua fino a Milano.

L’identitá locale

Il progetto “La via del marmo” nasce all’interno dell’evento ICOM2016 dedicato ai Musei e paesaggi culturali. Promotore del progetto il Grande Museo del Duomo di Milano, il quale attraverso questa iniziativa intende valorizzare la conoscenza dell’antico percorso del marmo da Condoglia fino a Milano e riportarlo simbolicamente alla vita. L’iniziativa, dopo una prima fase di analisi del progetto, coinvolgerà tutte quelle scuole e istituzioni che si metteranno a disposizione al fine di creare un paesaggio culturale nel segno della memoria.

“La via del marmo” diventa così un prezioso tassello per la ricostruzione e per l’accrescimento della memoria e della cultura collettiva di un territorio diviso e contemporaneamente unificato da una via d’acqua. Il progetto fa quindi proprio il concetto di appartenenza a una specifica realtà culturale, in cui ogni singolo deve riconoscersi, e di “promozione dello sviluppo rispettoso dei propri caratteri identitari” (cfr. Carta di Siena), indispensabili per avviare azioni di tutela partecipata.

Grande museo del Duomo di Milano

Istituzione inaugurata nel 1953, frutto del grande lavoro portato avanti de Ugo Nebbia e dall’esigenza mostrata negli ultimi decenni del ‘800 di non disperdere il molto materiale non ancora esposto, valorizzando la storia della costruzione del Duomo di Milano. Già nel 1948 la Veneranda fabbrica del Duomo ava avuto in concessione dal demanio alcune sale sotterranee di Palazzo Reale. Con lo spazio ricevuto, si ebbe finalmente la possibilità di esporre la grande quantità di materiale messo al riparo durante la seconda guerra mondiale, riorganizzarlo e metterlo in esposizione.

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